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Musica elettronica, Signal Reload terza edizione

Marco Piano

Dal 23 al 29 dicembre interamente online la terza edizione del festival SignalReload, rassegna dedicata alla musica elettronica e alla sperimentazione.

Il festival ospiterà un ricco cartellone per una sette giorni con gli artisti Matteo Leone, il progetto Clavius di Daniele Ledda, Marco Antagonista, Andrea Pilleri, il progetto Uncle Faust, SARRAM, Perry Frank, Simone Mura e tanti altri.

Sarà il web ad accogliere la terza edizione di SignalReload, la rassegna dedicata alla musica elettronica e alla sperimentazione curata e organizzata dall’associazione TiConZero, centro di produzione e ricerca artistica multidisciplinare sotto la direzione artistica di Daniele Ledda.

Dal 23 al 29 dicembre il festival, che quest’anno si riconosce nel tema “second wave”, si articolerà in quattordici appuntamenti con al centro artisti prevalentemente sardi, con l’obiettivo di utilizzare l’improvvisazione guidata, la composizione, la scrittura e il video al servizio della narrazione.

Tra i protagonisti dell’imminente edizione, ci saranno Daniele Ledda con il progetto ClaviusMatteo LeoneMarco AntagonistaAndrea Pilleri, il progetto Uncle FaustSARRAMPerry FrankSimone MuraMarco MeloniEmanuele Balia e tanti altri.

“L’edizione invernale del festival Signal Reload 2020, si svolgerà interamente in streaming, nel rispetto della normativa nazionale”, spiega il direttore artistico Daniele Ledda. “Il richiamo del tema scelto (“second wave”) alla pandemia è piuttosto esplicito. La missione di TiConZero e del suo Signal Reload è come sempre centrata sulle risorse artistiche e creative del territorio, non come richiamo episodico, ma come manifestazione di un laboratorio permanente, mirato alla creazione di una rete i cui nodi sono sempre attivi nella produzione e sperimentazione. In particolare, in questa edizione cerchiamo di trovare senso e nuove possibilità, attraverso i nuovi sistemi di diffusione forzatamente imposti, trasformando la nuova modalità in nuova normalità.”

Signal Reload è realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Tutti gli appuntamenti della terza edizione di SignalReload verranno trasmessi gratuitamente dalla pagina Facebook ufficiale del festival.

IL PROGRAMMA

La terza edizione del festival Signal Reload vivrà il suo primo appuntamento mercoledì 23 dicembre alle 20 con il progetto Uncle Faust, formazione isolana composta dai chitarristi Fabio Cerina e Raffaele Pilia e dal percussionista Antonio Pinna. Per l’occasione il trio presenterà il suo primo omonimo disco prodotto da TiConZero in collaborazione con l’etichetta storica dell’underground italiano Wallace Records.

Alle 21 luci e amplificatori si accenderanno per Marco Antagonista, chitarrista e compositore di musica rock, psichedelica, progressive e elettroacustica, con una particolare predilezione per le sonorità di fine anni ‘60 e inizio anni ‘70. L’artista si esibirà nel concerto Nihil sub sole novum, improvvisazione umoralnichilista per sintetizzatore, chitarra, loop ed eco a nastro in eventuale disposizione quadrifonica.

Nel giorno della vigilia (giovedì 24 dicembre) aprirà alle 20 il progetto  del musicista e polistrumentista Andrea Pilleri, autodidatta di stanza a Cagliari, che dopo svariate esperienze in progetti hardcore, punk, garage, e indie in molteplici forme, intraprende un viaggio alla ricerca del misterioso personaggio Bobby Perù, centrale nella creazione delle prime otto tracce registrate e composte a fine 2019 e nei primi mesi del 2020. La performance affonda le sue radici nell’omonimo disco punk sinth pop, che ha visto la luce il 1 maggio 2020. Stefano Manconi

Un’ora dopo (alle 21) ad accendere amplificatori e videocamera sarà il musicista di Calasetta Matteo Leone per una succulenta anteprima, che per l’occasione lo vedrà presentare i nuovi brani del disco “Raixe”, la cui uscita è prevista per la prossima primavera. Le composizioni verranno interamente arrangiate per chitarra, liuto arabo e percussioni, arricchite da loopstation ed effetti.

Il giorno di Natale (25 dicembre) alle 20 il compito di aprire la serata di Signal Reload sarà affidato al musicista e compositore elettronico Daniele Ledda, direttore artistico della rassegna, sul palco con lo strumento di sua ideazione “Clavius”, dal quale si dirama l’omonimo progetto originale di ricerca, costruzione e modifica. Uno studio che si snoda attorno agli strumenti a tastiera tradizionali, e che si traduce in una performance-installazione accompagnata da foto-sculture e mapping video. Daniele Ledda è un artista sonoro e visivo, docente, performer e sperimentatore che vive e lavora in Sardegna, dove insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Cagliari e Computer Music alla Scuola Civica di Musica di Cagliari. Dal 2018 è direttore artistico dell’Associazione Ticonzero. È interessato al rapporto con le arti visive, e realizza ambienti sonori per mostre d’arte e installazioni video. Ha al suo attivo varie composizioni originali per la danza contemporanea. Negli ultimi anni esplora l’esperienza della filosofia nella pratica delle arti contemporanee, attraverso la creazione di lavori che coordinano la scrittura, la parola, la visione e l’ascolto.

Le note del disco “ON OFF” del pianista Marco Meloni (prodotto da Ticonzero nel gennaio di quest’anno) coloreranno l’atmosfera alle 21. Un percorso di ricerca e sperimentazione tra jazz, pop, musica elettronica e per film, sono le caratteristiche di questo lavoro che vede la luce dopo due decenni e si sviluppa in quattordici composizioni il cui mastering è stato affidato a Daniele Ledda, con le grafiche di Attilio Baghino. Accensione e spegnimento, suono e silenzio, energia e riposo, il bianco e nero della tastiera e magari anche un modo per rappresentare la musica come infiniti punti di pressione e depressione, più e meno, zero e uno, in sintesi, appunto, ON OFF. In un momento in cui avanza la diffusione della musica liquida, fruibile in movimento attraverso smartphone, tablet e altri dispositivi portatili, Meloni sente il desiderio e la speranza che questo disco possa finire tra le mani di chi ancora ama ascoltare musica negli impianti di qualità, magari utilizzando l’unico elemento che tutta l’arte innanzitutto richiede per essere compresa: una sedia. Francesco Medas

Sabato 26 dicembre il festival offre il suo primo appuntamento alle 20 connettendosi con i musicisti e compositori Francesco Medas e Alberto Saguto e il loro progetto “SAGAS”. Il concerto nasce con l’idea di produrre un ambiente sonoro improvvisativo e differenziato, tentando di cogliere e coniugare le possibili sensazioni derivanti dalla contrapposizione e dalla commistione tra soundscapes, strumenti acustici ed elementi elettroacustici. La performance è costruita sulle immagini di grandi città durante la pandemia.

Alle 21 avanguardia e credenze popolari al centro del concerto di Emanuele Balia dal titolo Lcc01234art, un viaggio di un artista poliedrico che si imbatte in concetti d’avanguardia e credenze popolari, in cui coesistono estetiche diverse tra loro.

SARRAM sarà il protagonista del primo appuntamento di domenica 27 dicembre alle 20.  All’anagrafe Valerio Marras, il musicista proveniente da Nuoro, andrà in scena con il suo progetto solista di matrice drone/ambient in cui convivono elementi di natura doom, postrock e noise. Già in attività con Thank U For Smoking, Charun e Spheres, nel febbraio 2017 ha pubblicato il suo primo album, “A Bolu, in C” (Talk About Records, 2017), composto da una suite di trentasette minuti in cui il suono di chitarra viene miscelato attraverso effetti e loop, improvvisando a tratti un percorso armonico che si muove attraverso l’esplorazione di diverse scale, e circondando l’ascoltatore di un paesaggio sonoro ora elettrico, ora etereo e riflessivo oppure nervoso e rapido. Dell’anno successivo è il disco “Four Movements Of A Shade” (Midira Records, 2018) composto da quattro tracce, che si muovono attraverso generi diversi come drone, ambient, doom e in qualche modo minimal post-rock, suonate solo con una chitarra e alcuni sintetizzatori.

Un’ora dopo (ore 21) spazio al progetto Sziopa del musicista Stefano Manconi, musicista nato in Sardegna ed adottato artisticamente in Repubblica Ceca, dove ha collaborato con la casa produttrice di strumenti musicali Bastl Instruments. La sua musica è costruita sull’improvvisazione, prodotta soprattutto tramite sintetizzatori modulari, e spazia da melodie “ambient-fluttuanti” sino a ritmi techno “storti-finchè-dritti” attraverso pattern ripetitivi e in lenta evoluzione. Manconi costruisce i propri strumenti musicali e collabora con Supranu RecordsParallel Coast, Ottovolante Sulcis, Betty’s Turquoise Chain e molti altri.

Il penultimo giorno del festival (lunedì 28 dicembre) vedrà in scena alle 20 la performance del compositore e musicista elettronico Roberto Follesa che, sul flusso delle sue improvvisazioni musicali, sperimenta le varie opportunità che il suono offre fino a raggiungerne il limite. Follesa indaga sul senso di spaesamento, vuoto e rottura che la rappresentazione musicale può provocare, utilizzando il suono e la sua assenza come mezzo di espressione. Suoni tonali e dissonanti si susseguono creando tensioni e distensioni, pezze e tessiture.

Alle 21 lo streaming trasmetterà il concerto del progetto “Super Transistor – Less Copper, More Software” una performance audio-video dei musicisti e compositori Andrea Deidda (autore della parte audio)  e Stefano Cocco (curatore del lato visual), una composizione di Drone Music e video pensata per essere presentata al concerto di 24 ore “MegaDrone メガドローン” organizzato nel giugno del 2019. La prima performance, però, è stata eseguita di recente al LEM Festival di Barcellona. Il progetto prevede l’esplorazione delle sonorità degli organi a transistor in sintesi additiva attraverso lentissimi movimenti di accordi e cluster che prevedono l’uso di oltre duemila oscillatori ed una parte video corrrelata. Lo strumento per questo progetto è stato interamente programmato dagli autori sul software “MaxMSP”.

Sipario sull’edizione invernale del festival Signal Reload martedì 29 dicembrealle 20 concerto di Perry Frank, progetto di musica ambient, acoustic, post rock del musicista e polistrumentista Francesco Perra. L’artista vanta al suo attivo quattro album e annovera numerose collaborazioni con artisti del calibro di Chords of Orion, Monochrome Season, PCM, Enrico Venturini, Matteo Cantaluppi, Make Like a Tree, From Overseas, Emiliano Melis, Andrea Carri, tra gli altri. Dall’ottobre 2014 Perry Frank cura anche il nuovo progetto Ambient Guitar Sessions, che consiste in live sessions di musica ambient in luoghi panoramici o idonei ad ospitare il genere musicale. Dal 2018, inoltre, fa parte del progetto PCM insieme al produttore Matteo Cantaluppi e al sound designer Matteo Milea. L’artista cura l’aspetto visivo della sua musica, ideando e dirigendo tutti i videoclip delle sue composizioni. Il sound che lo caratterizza è intriso di atmosfere oniriche e sognanti, generate da soundscapes, drones e glitch di sottofondo, che creano paesaggi sonori rarefatti ed eterei al tempo stesso rassicuranti, meditativi, vagamente nostalgici e oscuri. La sua musica può essere rappresentata come un sogno in cui William Basinski, Brian Eno, Daniel Lanois, The Edge e Christian Fennesz si incontrano e suonano insieme.

Il compito di chiudere in bellezza la rassegna sarà affidato alle 21 al musicista e compositore Simone Mura. Dopo la laurea al Conservatorio di Musica di Cagliari, Mura ha perfezionato i suoi studi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, un corso che gli ha permesso di sviluppare una forte passione per la musica per cinema. I suoi progetti all’attivo sono attualmente i Moo-Rays e Maggot Madness. Quest’ultimo, progetto solista di cui, tra alcuni mesi uscirá il suo primo album, un mix di elettronica, synth-pop e psychedelic rock. The land within the sea è il titolo della performance che proporrà al festival, improvvisazione per field recording e sintesi sonora composta da suoni organici che si fondono con tessiture elettroniche, per creare un ambiente misterioso, quasi sospeso. 

LA DIREZIONE ARTISTICA – Daniele Ledda è un artista sonoro, docente, ricercatore che vive e lavora in Sardegna, dove insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Cagliari e Musica e Nuove Tecnologie alla scuola civica di musica di Cagliari. Dal 2018 è direttore artistico dell’attività dell’Associazione TiConZero. È interessato al rapporto con le arti visive, e realizza ambienti sonori per mostre d’arte e installazioni video. Ha al suo attivo numerose composizioni originali per la danza contemporanea. Negli ultimi anni sta esplorando l’esperienza della filosofia nella pratica delle arti contemporanee, attraverso la creazione di lavori che coordinano la scrittura, la parola, la visione e l’ascolto. E’ attivo come solista al campionatore, ed in vari gruppi: Coincidentia Oppositorum, Experimento, Ensemble Spaziomusica, Syntax Error, Spectrasonic, Jetée trio, come compositore, al live electronics e al campionatore. Ha collaborato, tra gli altri, con Marcus Stockhausen, Llorenç Barber, David Moss, Henning Frimann, David Shea, Otomo Yoshihide, Marco Cappelli, Marc Ribot, Elliott Sharp, Eric Bogosian, Jim Pugliese.

L’ORGANIZZAZIONE – TiConZero è un centro di produzione e ricerca artistica multidisciplinare. Nasce nel 1995 come Associazione culturale. Si occupa di musica d’avanguardia, elettronica e sperimentale. Ha scelto da subito l’ambito della ricerca musicale ed è diventato nel tempo un luogo in cui si favoriscono gli scambi artistici, un laboratorio dove si progettano nuove produzioni e attività didattiche, puntando sulla trasversalità dei linguaggi. Attraverso una fitta trama di interazioni con il teatro, la danza, le arti visive, TiConZero intercetta e rielabora gli sfaccettati segnali dell’espressione artistica che gravitano intorno alla musica. I progetti che propone sono dedicati a quel pubblico che avverte la necessità del rinnovo dei linguaggi, che desidera espressioni di segno innovatore, che ambisce a percorsi mentali originali e prospettive alternative a quelle preconfezionate dalle logiche del consumo culturale. L’abbinamento di musica e videoarte, ormai consueto nel lavoro di TiConZero, si è rivelato particolarmente felice e apportatore di consensi. Tale scelta è in buona parte ispirata alle commistioni, piuttosto frequenti nella contemporaneità, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto riguardo alle produzioni d’avanguardia. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva, apprezzata in contesti istituzionali e non, sia in Italia che all’estero. Nelle produzioni TiConZero, le tecniche di composizione ed esecuzione privilegiate conducono alla realizzazione di musiche originali, eseguite dal vivo con strumenti di varia natura: elettronici, digitali, musicali tradizionali, elettroacustici, oggetti sonori. Forte attenzione è data all’uso delle nuove tecnologie applicate alla musica. TiConZero esplora, dunque, la dimensione sonora attraverso le ricerche contemporanee che intrecciano i linguaggi e le pratiche, in una continua messa in discussione dei presupposti compositivi, che è poi il punto di partenza di ogni pensiero artistico votato alla sperimentazione e pienamente aperto al cambiamento.

LoDal 2018 l’Associazione ha cambiato direzione artistica con Daniele Ledda. Il nuovo obiettivo della Associazione TiConZero è centrato sulle risorse artistiche e creative del territorio, non con un richiamo episodico, ma come manifestazione di un laboratorio permanente. La creazione di una rete i cui nodi sono sempre attivi nella produzione e sperimentazione. La rete in questo senso, per usare un parallelo informatico, è una rete locale. Un nodo importante in questa rete è rappresentato dalla comunità legata al dipartimento di musica elettronica del conservatorio di Cagliari e dal progetto Snake di composizione istantanea.

 

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